Milano e calura…

Una giornata di calura e una limonata come soluzione

Milano. È strano che gli uccellini cantino così forte in una città tanto rumorosa quanto quella meneghina. È strano che il caldo sia così intenso e fermo da sembrare che l’estate sia arrivata già settimane fa. E invece no. Mi sento fortunato ad aver aggiunto in valigia altri pantaloncini. Perché qui pare che sia giugno già da tempo. A casa no. A casa si stava bene.

La cucina di Enrico è stata trasformata in un coworking. Entrambi siamo alla scrivania, che poi è il tavolo, e le mani scorrono velocemente sulle tastiere.

Il puntatore mi guarda dispettoso. Non ce la farai. Non la metterai mai giù quella strategia continua dirmi, sfidandomi, mentre l’aria si fa sempre più calda. È mezzogiorno e sono in piedi già da sette ore.

Sì. Sette ore fa ero in Abruzzo, in casa di mia cugina e la stavo svegliando con una mano a punteruolo per poi mettermi a cantare Catalì cammello, fingendo a me stesso che non pesava svegliarmi così presto. Nient’affatto. Ventiquattro ore fa, invece, ero addirittura a casa mia, scalpitante per la partenza. 

I miei occhi si spostano sulla data, in alto a sinistra del mio iPad. Un anno fa ero in preda al ripasso dell’ultimo minuto per l’esame di Letteratura Ispanoa-americana, durante una maratona di studio che mi avrebbe fatto chiudere in bellezza l’anno accademico a settembre.

Fa caldo. Non riesco a mettere giù frasi sensate, non ce la faccio a concentrarmi, ma tutto questo pensare alle ore che scorrono veloci a quanto sia cambiata la mia vita (e quella delle persone che conosco e a cui voglio bene). E rido. Sì, rido perché spesso ci affanniamo per fare delle cose, ci preoccupiamo perché non ne succedano delle altre, ci roviniamo i migliori momenti con l’ansia di scoprire come ci sentiremo quando la gioia effimera di quegli istanti sarà finita. 

Certe volte, tutto questo è così eccessivo. Dovremmo solo lavorare duro per poi sederci sul balcone, goderci il sole e un bicchiere di cedrata con quattro cubetti di ghiaccio. Cosa che vorrei fare adesso, mentre inizio a sentire caldo perfino sulle orecchie.

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